Letter from an imaginary man, è questo il titolo del film progetto multimediale di Matilde de Feo, in arte Mald’è, interprete, regista e operatrice culturale campana, ispirato da un avvenimento personale dove l’oscillazione tra realtà e fantasia, verità e finzione, l’hanno guidata a dare vita a questa docufavola che parte nel 2012 con la ricerca sul web di soggetti desiderosi di raccontare di fronte alle sue videocamere la propria storia leggendo le proprie lettere d’Amore.
Le adesioni sono state più di quelle sperate e nel giro di un anno Matilde e il suo cast tecnico avevano a disposizione ben 20 ore di girato dal quale ne hanno estrapolato questi 41 minuti di vero Amore.

Letter from an immaginary man

photocredit: http://www.letterfrom.it/

Io e le lettere d’Amore

La mia mente e la mia memoria volano indietro nel tempo. Anni, decadi fa, fino a fermarsi a quando, poco più che bambina, ricevevo qualche bigliettino mal piegato all’intervallo nel giorno di San Valentino. Poche parole, a volte solo un cuore con le iniziali; ciò che a 8/9 anni è sufficiente esprimere per capirsi.

Poi i bigliettini si sono trasformati in cartoline, quelle che mi scriveva durante l’assenza estiva un timido e introverso fidanzato negli anni delle scuole medie. La sua difficoltà ad esprimere i sentimenti veniva tradita dal numero di cartoline che mi inviava; per un paio di anni, ogni estate collezionavo un certo numero di “un caro saluto da M…” dalla maremma toscana.

Per la prima lettera ho dovuto attendere ancora qualche anno. In busta rosso scarlatto con carta da lettere coordinata e rigorosamente in stampatello maiuscolo, mi scriveva da Gorizia un amico un po’ speciale durante il suo anno di servizio militare. Qui le parole fluivano copiose e sebbene non si sbottonasse in dichiarazioni esplicite, percepivo l’affetto e l’attenzione con cui sceglieva le parole e la mia attesa nel vedersi colorare di rosso la casella della posta, era grande.

Ma è stato solo molto più tardi che ho potuto finalmente assaporare quel dolce piacere che si prova nel leggere una vera e appassionata lettera d’Amore. Una di quelle che si aprono con “Mia Principessa” e si chiudono con un “Ti voglio tanto tanto tanto bene”. Ce le scriviamo ancora adesso e sia lo scriverle che il riceverle riempie il cuore di gioia.

Letter from an immaginary man

photocredit: http://www.letterfrom.it/

E’ tutto un gioco: mescolare la finzione con la realtà, la letteratura con la vita, sottolineando la natura illusoria dell’amore, l’impossibilità di amare senza immaginare.

Amo parlar d’Amore e amo amare, per questo non ho avuto alcuna esitazione a dare il mio supporto nel divulgare il lavoro di Mald’è e Giuseppe Beneduce in collaborazione con Marechiaro Film, che sta già piacendo sia al pubblico che alla critica. Difatti il teaser di presentazione nel giro di pochi giorni ha raggiunto più di 10 mila persone e il film è stato selezionato per il concorso “Prospettivedel FilmMakerFest di Milano che si terrà tra il 27 novembre 6 dicembre.

Ciò che fa emozionare sono la genuinità, la semplicità e la dolcezza con cui i soggetti donano una parte molto intima e personale di se stessi alle videocamere. I sorrisi che si perdono nei ricordi, gli occhi lucidi pieni di emozione, le risate e le lacrime. Mani che accarezzano fogli di carta un po’ ingialliti, voci che tremano, vecchie scatole di latta che fa male ad aprirle, parole scritte che la bocca non avrebbe mai il coraggio di pronunciare. Ed è tutto autentico e si teme quasi di violare questa intimità se non fosse per la cura, l’attenzione e la delicatezza della regia.

Letter from an immaginary man

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