Preparo l’asse, scaldo il ferro, aggiungo l’acqua e via!

Succede sempre allo stesso modo: stiro una maglietta, stiro un paio di pantaloni e la mia mente parte, schizza come un fulmine e va a infilarsi dritta dritta in qualche situazione, più o meno recente, che mi ha creato rabbia.

Di solito me ne accorgo dopo un po’, a danno già fatto, quando i pensieri iracondi sono già diventati ripetitivi, prosciugandomi una bella fatta di energia e di buon umore, lasciandomi molto più stanca di quello che, a buon ragione, potrei essere dopo aver stirato i consueti 80 cm in altezza di robadastirare.

Ieri, invece, ho giocato d’astuzia; sono stata attenta, presente, sul pezzo e ho colto Mente in flagrante, poco dopo la sua scattante partenza.

Winner!!!

Per un po’ l’ho osservata e sono stata al suo gioco.
L’ho ascoltata e le ho dato ragione; tutto sommato non stava dicendo proprio delle fesserie, aveva i suoi motivi per essere così alterata. Sì, non stava per nulla esagerando.

Tuttavia, stava clamorosamente sbagliando una cosa: il momento.

Ed è a questo punto che le ho detto: “ascolta cara, hai ragione, penserei le stesse cose anche io se mi trovassi nella tua situazione, ma capisci che adesso, mentre stiamo stirando, a che serve tutto ciò? 

Lei si è fermata (in verità, già da qualche minuto, aveva mollato un po’ la presa perché si sentiva osservata), ha iniziato ad ascoltarmi e a seguire le mie istruzioni.

L’ho dolcemente guidata a portare l’attenzione alla morbidezza del tessuto che tenevo tra le mani e le ho detto anche di accorgersi del calore lasciato dal ferro, l’ho invitata ad odorare il profumo del detersivo liberato dal vapore e a guardare che bel colore aveva quella maglietta di Zoe che stavamo stirando!

Non c’è voluto molto a far sì che si placasse, né in termini di tempo, che di impegno.

E’ stato sufficiente spostare l’attenzione cosciente sul momento presente, su elementi di realtà esterna valutabili e osservabili, su ciò che mi stava arrivando dai cinque sensi.

Un tour nella multisensorialità, che qualcuno di mia conoscenza, chiama dio! 😉

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