Che dolce ricordo!

Nel caldo tropicale del salotto dei nonni, la tv accesa a volume esagerato (il nonno era un po’ sordo!) mentre guardo Lupin III, uno dei miei cartoni preferiti, inginocchiata al tavolino, foglio a righe grandi, matite  colorate e la sensazione di euforia mista a paura, sono stata brava quest’anno??? me lo merito il regalo???

E la mente passa in rassegna le volte che ho risposto male alla mamma, quella nota presa perché ho chiacchierato troppo in classe e quella presa perché ho risposto male alla maestra, i litigi con mia cugina, le parolacce, le bugie e tutte le volte che ho chiacchierato a messa.

Ma poi il pensiero salvifico che mi assolve da tutti i peccati: ma no, i veri cattivi sono quelli che fanno le cose brutte, che uccidono, rubano e picchiano i bambini, io sono stata molto brava e mi merito un bellissimo regalo!

Nella mia mente tutto era possibile, potevo chiedere a Babbo Natale qualsiasi cosa, anche un pallone aerostatico!

Senza indugi, senza dubbi, senza limiti.

E’ così che immagina e desidera un bambino, è così che crede nella possibilità che si realizzi ogni cosa, è così che continua a credere alla magia del Natale, all’esistenza di Babbo Natale, delle renne e degli elfi.

Ma adesso che siamo cresciuti, abbiamo imparato che un pallone aerostatico non ci passa per la canna fumaria del camino e che comunque sarebbe troppo grande per stare sulla slitta; abbiamo iniziato a valutare e ponderare la fattibilità dei nostri desideri e dei nostri sogni sulla base di una realtà oggettiva esterna a noi, osservabile e misurabile, abbiamo acquisito la capacità di ridimensionarli e adattarli secondo i nostri parametri di possibilità, ma abbiamo anche iniziato a ridurli, a metterli in discussione, a crederli impossibili a volte senza un effettivo riscontro con la realtà e a infilarli in quel fatidico cassetto dal quale troppo spesso non sono mai più usciti.

Durante mio percorso di formazione e crescita personale, ho conosciuto e ho imparato ad utilizzare questa utilissima tabella, che prende spunto dalla teoria dei giochi di Nash, solo che il giocatore è uno solo, cioè io mentre valuto un mio obiettivo o un mio desiderio, in relazione alle variabili di fattibilità.

fattibilità desideri e obiettivi

Come funziona?

  • il parametro di possibilità (possibile e impossibile) è assoluto ed è correlato alle leggi della natura e della fisica;
  • il parametro di probabilità (probabile e improbabile) è relativo ed è correlato alle leggi che regolano il mio mondo.

Improbabile non vuol dire impossibile e
possibile non è detto che sia anche probabile.

Facciamo un esempio:

Mettiamo che mi venga il desiderio di volare come un uccello lanciandomi dal balcone e sbattendo le braccia: metterò una  nel riquadro in basso a destra impossibile/improbabile (e una camicia bianca di quelle che si allacciano dietro la schiena!).
Mettiamo invece che io voglia fare il volo attrezzato Flyemotion: metterò la X nel riquadro in alto a sinistra possibile/probabile se penso di essere in grado di superare la paura, oppure in alto a destra possibile/improbabile se penso di non farcela ancora.

A cosa serve?

  • A rendermi conto se sto sprecando tempo ed energie nel cercare di realizzare qualcosa di improbabile se non addirittura impossibile;
  • A tirare fuori le paure, i dubbi, le insicurezze che mi fanno credere impossibile qualcosa che nella realtà è possibile e volendo anche probabile;
  • A giocare ad allargare gli orizzonti pensando, come Alice in Wonderland, a 6 cose impossibili prima di fare colazione!

Sogni nel cassetto

Tirateli fuori di lì!

Ricominciate a scrivere la letterina a Babbo Natale e fatelo con la gioia, la freschezza, la leggerezza e la fiducia di quando eravate bambini.

Lasciate andare i ragionamenti, le regole, le limitazioni
e datevi il permesso di desiderare ancora.

E poi, care ragazze (e ragazzi!) Babbo Natale nessuno sa come sia veramente, e se fosse davvero lui???!!! 😉

Jake Gyllenhaal Santa Claus