Questo post non si riferisce al Referendum ma alla natura umana, il mio campo di indagine.

Le scelte; motore dell’evoluzione, base della vita.

Scegliamo sempre, anche quando decidiamo di non scegliere, di non esporci, di non dire la nostra, di non impegnarci per il cambiamento. Perché lui, il cambiamento, ci sarà comunque, anche se non partecipiamo in modo attivo. E allora lo subiamo, ci sentiamo in balia degli eventi, la vita è difficile e ci sfugge di mano.

Oggi mi sento saggia, abbiate pazienza e perdonate il mio tono da maestrina saccente.

A volte scegliere non è facile, lo so; una scelta automaticamente esclude le altre, si imbocca una strada e via, non si è sempre certi di dove conduce.
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Non si sa, ad esempio se abolire il bicameralismo perfetto, avrebbe potuto essere una mossa intelligente, un passo verso il cambiamento tanto agognato o se era tutto un complotto delle grandi banche e Renzi ha veramente tentato di consegnare la nostra testa su un piatto d’argento alla J.P. Morgan.

Si, ho mentito, questo post si riferisce al Referendum

Prima di votare non puoi sapere se salirà al governo qualcuno di peggio, (tipo un fascista incapace… ho giusto un paio di nomi in mente), speri ardentemente di no, ma non ne hai la certezza, lo capirai dopo qualche anno se hai fatto una gran cazzata con quella matitina in mano oppure no (della matita parlerò tra poco).

Ma cosa guida le nostre scelte?

In linea di massima due elementi: la convinzione o la paura.

La convinzione (quando non è la paura che si traveste) è il frutto di scelte consapevoli. Non giuste o sbagliate, consapevoli; il che, credetemi, è davvero tanta roba!
Una scelta sostenuta dalla motivazione merita rispetto perché dietro ci sono valori, c’è informazione, ragionamento, valutazione dei pro e dei contro e audacia.

La paura invece, che purtroppo è l’emozione attualmente più diffusa, merita compassione e quando una, cento, migliaia di persone sono spaventate, sono facili da pilotare e da far sentire libere di scegliere.
E allora, e qui arrivo alla matitina, ti stupisci di come ci sia un notevole numero di individui che sono stati in grado di rappresentarsi il presidente e gli scrutinatori del proprio seggio che, dopo millemila ore al seggio e due pa**e così, con la gommapane in mano, si mettono a cancellare i No per trasformare le schede in Si.

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Ma lo credevate veramente possibile?

Io non so se il No è meglio del Si e viceversa, ma so che buona parte di quel 60% di voti sono stati ispirati dalla paura sostenuta ed alimentata da tutte le bufale che sono circolate sul web.
Per chi non lo sapesse una bufala diventa virale e viene percepita come verità perché è umano cercare conferme delle proprie credenze, anche se sono dettate dalla paura.

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Quindi che dire? Sono amareggiata e sconvolta e quando sono sconvolta scrivo e siccome sono tanto sconvolta un post di Facebook non mi bastava.