Il web è velocissimo, i contenuti, diffusi grazie ai social, schizzano alla velocità della luce, sono così svelti che non c’è neanche il tempo (e la volontà) di verificarne la fonte e questo, a mio parere, è altrettanto dannoso quanto le citazioni inutili.

Ieri era il giorno dei farmaci, una pioggia di condivisioni di alcuni articoli, che diffondono a macchia d’olio informazioni discordanti tra loro, riguardo alcuni tra i più famosi farmaci; uno dice che sono stati vietati, uno che sono stati limitati, un altro che fanno venire l’infarto.
Poi arrivano le smentite: è tutta una bufala! e non si capisce più nulla.

Tutto nell’arco di una 24 ore di home di facebook.

E oggi tutto è andato, oggi è venerdì e c’è lo sciopero generale e dell’infarto da Voltaren non si interessa più nessuno.

Ma questa è la giungla dell’informazione mediatica e non è su questo che voglio invitarvi a riflettere.

La mia attenzione va, come di consueto, sul processo e sulle implicazioni che ne derivano a livello individuale.

Ti chiedo: quando leggi una notizia che ti aggancia, ti risuona, mette in luce una tua idea o una tua teoria e decidi di condividerla, ti fermi un attimo per verificarne la veridicità o ti basta sapere che qualcun altro la pensa come te, per considerarla vera?
E questo “metodo” lo applichi anche ad altre decisioni, scelte, idee, convinzioni della tua vita?

fermati-a-pensare
Quello che avviene nei social è una trasposizione di ciò che avviene nella realtà, ad un livello differente. 

Nei social:

  • si può credere vera una notizia senza chiedersi se ha un fondo di verità o se è una ca**ata solenne, poiché se l’hanno condivisa in tanti sarà vera e poiché ci conferma ideologie, sospetti, convinzioni;
  • ci si può sentire sereni di condividerla e diffonderla, perché tanto lo fanno tutti e cosa vuoi che faccia una condivisione in più?;
  • nel giro di pochi minuti ci si può dimenticare di averlo fatto, perché le notizie scorrono veloci e c’è tanto altro da guardare, leggere, commentare, condividere.

Nel mondo reale:

  • si può fare altrettanto.